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la betulla non oltrepassa mai la sua possibilità. Il popolo delle api abita dentro l’ambito della sua possibilità. Solo la volontà, che si organizza con la tecnica in ogni direzione, fa violenza alla terra e la trascina nell’esaustione, nell’usura e nella trasformazione dell’artificiale. Essa obbliga la terra ad andare oltre il cerchio della possibilità che questa ha naturalmente sviluppato, verso ciò che non è più il suo possibile, e quindi è l’impossibile.

Martin Heidegger

Articoli pubblicati:

Sigmund Freud. L’archeologia della pische. La conservazione del primitivo accanto al trasformato, 22 novembe 2020, 9 minuti.


La conservazione del primitivo accanto al trasformato

di Sigmund Freud

Via agli altri articoli della serie “Grandi pensatori”

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Balthus, “Thérèse Dreaming”, 1938, Metropolitan Museum of Art, New York

Questo passo tratto da Il disagio della civiltà introduce una delle più importanti scoperte della psicoanalisi. Questa: nella vita psichica il passato non viene distrutto, ma conservato. Il primitivo continua ad esistere accanto al trasformato che ne è derivato durante la evoluzione della psiche. Una scoperta che ha avuto ricadute importanti nella stessa pratica terapeutica, oltreché nella teoria.

In questo scritto emerge anche la enorme cultura classica di Freud che qui si esprime nella descrizione della fasi evolutive dell’urbanistica dell’antica Roma che Freud utilizza per mostrare la differente strutturazione della psiche rispetto a qualsiasi un organismo creato dall’uomo. …


di Roland Barthes

Vai all’indice le libro mosaico “Il grado zero della scrittura” di Roland Barthes

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I ritagli di Matisse: “Souvenir d’Océanie”, 1952

Come nazione la Francia possiede un bene prezioso quanto l’alta moda, le strade, i vini e i formaggi: la sua Letteratura. Tuttavia l’idea, se non la cosa, non è molto antica; è un’idea storicamente borghese; nata pressappoco al tempo della Rivoluzione (la parola stessa è del 1762 circa), e sviluppatasi nel corso del XIX secolo fino ai nostri giorni, oggi domina con tutti gli onori nella stampa, nelle conversazioni mondane, nella scuola.

Tale mito è un valore sicuro, costituito da una serie di annessioni e distorsioni (da Villon a Rimbaud), provvisto di una Storia particolare, di uno Spirito moralistico, ossia morale, e anche, beninteso, di una Forma eterna, la Lingua francese, definita dal suo attributo mitico più famoso, la chiarezza. …


di Roland Barthes

Da: Il grado zero della scrittura, Parte seconda

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I ritagli di Matisse: “Grande Décoration aux Masques”, 1953

La moltiplicazione delle scritture è un fatto moderno che costringe lo scrittore a una scelta, fa della forma un comportamento e dà luogo a un’etica della scrittura.

A tutte le dimensioni che già delineavano la creazione letteraria, si aggiunge ora una nuova profondità, in quanto la forma costituisce da sola una sorta di meccanismo parassitario della funzione intellettuale. …


di Roland Barthes

Da: Il grado zero della scrittura, Parte seconda

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I ritagli di Matisse: “Maquette pour Chasuble rouge”, 1950-1952

La scrittura artigianale, all’interno del patrimonio borghese, non coinvolge alcun ordine; privo di altre possibilità di lotta, lo scrittore possiede una passione sufficiente a giustificarlo: la generazione della forma. Se egli rinuncia alla liberazione del nuovo linguaggio letterario, può almeno rincarare la dose sull’antico, riempirlo di intenzioni, di preziosità, di splendori, di arcaismi, creare una lingua ricca e mortale.

La grande scrittura tradizionale, quella di Gide, di Valéry, di Montherlant, anche di Breton, sta a indicare che la forma, nella sua pesantezza, nel suo eccezionale drappeggio, è un valore che trascende la Storia, come può esserlo il linguaggio liturgico nei sacerdoti. …


di Roland Barthes

Da: Il grado zero della scrittura, Parte seconda

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I ritagli di Matisse: “La perruche et la sirène”, 1952

Poco più di cento anni fa, gli scrittori in generale ignoravano che esistessero più maniere — e diverse — di parlare francese. …


di Roland Barthes

Da: Il grado zero della scrittura, Parte seconda

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I ritagli di Matisse: “La gerbe”

L’artigianato dello stile ha prodotto una sotto-scrittura, derivata da Flaubert, ma adattata ai fini della scuola naturalista. La scrittura di Maupassant, Zola e Daudet, che si potrebbe chiamare scrittura realista, è una combinazione di segni formali della Letteratura (passato remoto, stile indiretto, ritmo scritto) e dei segni non meno formali del realismo (brani riportati dal linguaggio popolare, parole forti, dialettali, ecc.).

Cosi nessuna scrittura è più artificiale di quella che ha preteso rappresentare più da vicino la Natura. Senza dubbio lo scacco non è solo al livello della forma ma anche della teoria: nell’estetica naturalista esiste una convenzione del reale non meno che una prefabbricazione della scrittura. …


La prima lettera di Jeff Bezos agli investitori (1997)

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Un libro che ci voleva

Da pochi giorni è disponibile, in lingua inglese, un libro che raccoglie gli interventi dal 1997 a oggi di uno dei leader globali del nostro tempo, Jeff Bezos.

Il libro Invent and Wander, the collected writing of Jeff Bezos, edito dalla Harvard Business Review Press, ha una corposa e ispirata introduzione di Walter Isaacson, il biografo di Leonardo da Vinci, Benjamin Franklin, Ada Lovelace, Steve Jobs, e Albert Einstein.

Scrive Isaacson:

“Spesso mi chiedo chi, tra le persone in vita, possa essere alla stessa stregua di quelli di cui ho scritto le biografie. Tutte persone molto intelligenti. Ma non era l’intelligenza che li rendeva speciali. Ciò che conta davvero è l’essere creativi e inventivi. Questo è la caratteristica che rende qualcuno un vero innovatore. Ed è per questo che la risposta alla mia domanda iniziale è stata Jeff Bezos”. …


di Roland Barthes

Da: Il grado zero della scrittura, Parte seconda

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I ritagli di Matisse: “Le Ciel d’Oceania”

«La forma costa cara» diceva Valéry quando gli si domandava perché non pubblicasse le sue lezioni al Collegio di Francia. Pure c’è stato tutto un periodo, quello della scrittura borghese trionfante, in cui la forma costava quasi quanto il pensiero; si vigilava certo alla sua economia, alla sua eufemia, ma la forma meno costava quanto più lo scrittore utilizzava uno strumento preformato, i cui meccanismi si trasmettevano infatti senza alcuna ricerca ossessiva di novità; la forma non era l’oggetto di una proprietà; l’universalità del linguaggio classico proveniva dal fatto che il linguaggio era un bene comune, e solo il pensiero era improntato di personalità. …


La nascita dell’Adobe Type Library

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Il collo di bottiglia dei caratteri disponibili

Un ostacolo allo sviluppo del nuovo fenomeno del desktop publishing era la scarsità di caratteri. L’offerta di font per la LaserWriter impallidiva di fronte a quella de sistemi di fotocomposizione tradizionali. La capacità di costruire librerie di font a prescindere dal dispositivo PostScript di output è stata la chiave del successo Adobe.

Warnock e Geschke sapevano che per vendere la tecnologia PostScript, avevano bisogno di più caratteri. Così nel 1984, in concomitanza con lo sviluppo della LaserWriter, Adobe iniziò a costruire una libreria di caratteri, prima attraverso la licenza di terze parti, poi attraverso lo sviluppo di caratteri originali. …

About

Mario Mancini

Graduated in European history in Florence, he started working in publishing soon after having come across a Mac computer in 1984

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