Steve Jobs: i cicli della tecnologia

Intervista a Walt Mossberg e Kara Swisher in occasione del D8 — All Things Digital (1 giugno 2010)

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L’intervista di Steve Jobs durante il D8 All Things Digital, l’evento annuale organizzato dal “Wall Street Journal”, avvenne solo qualche settimana dopo la pubblicazione di una lettera aperta di Jobs, Thought on Flash, pubblicata il 29 aprile 2010. La lettera criticava duramente le prestazioni di Flash, un software sviluppato da Adobe System per produrre animazioni e materiale multimediale. Jobs aveva precisato che Flash non sarebbe stato supportato sulla piattaforma iOS di Apple, cioè l’iPhone, l’iPad e l’iPod.

Il 27 gennaio 2010, Steve, al Museo of Modern Art di San Francisco nella zona di Yerba Buena, aveva presentato l’iPad, un tablet che immediatamente impressionò la stampa e i media specializzati. Quando il 3 marzo il dispositivo fu disponibile alla vendita, davanti agli Apple Store si formò la proverbiale interminabile coda per acquistare il dispositivo.

Le riflessioni di Jobs su Flash, di cui parla anche l’intervista, furono l’occasione per il leader della Apple di mettere a punto la sua visione sui cicli della tecnologia e le scelte che una società tecnologica deve operare. E naturalmente non mancano le “… ultime cose”. Buona lettura!

Avete sorpassato Microsoft questa settimana…
Si è abbastanza surreale.

Si surreale. Ricordo di averti parlato quando Apple era in acque molto agitate.
Oh! Era sul baratro. Avevamo 90 giorni di vita. Un sacco di brava gente era andata via, ma erano rimaste delle persone fantastiche. Gli domandai perché erano ancora lì e mi dissero che credevano ancora in Apple. La Apple è un posto magico. Questa magia ci ha dato l’energia per continuare a uscire dal baratro.

Parliamo del futuro. Ci sono delle questioni. Mi riferisco a Flash. Hai pubblicato una lettera molto dura su Flash. Ipotizziamo che ciò che hai scritto sia fondato, è corretto — o è la cosa migliore da fare — essere così bruschi?
Il nostro successo si basa sull’accurata scelta dei cavalli su cui puntare. Cerchiamo di identificare quei vettori tecnici che hanno un futuro, e di muoverci in quella direzione. Ogni pezzo di tecnologia ha i suoi cicli vitali. Ha la sua primavera, la sua estate e il suo autunno. Poi finisce nel cimitero della tecnologia. Quindi noi cerchiamo di raccoglierli in piena fioritura primaverile. Se sai scegliere con saggezza, puoi risparmiarti un’enorme quantità di lavoro piuttosto che cercare di fare tutto. E puoi convogliare tutta la tua energia nel far crescere quelle tecnologie emergenti sulla tua piattaforma, piuttosto che disperderti nelle troppe cose che hai da fare.
Per esempio i floppy da 3,25″ erano popolari, ma li abbiamo messi da parte con il primo iMac. Sull’iMac abbiamo eliminato la porta seriale e quella parallela per sostituirla con una porta USB. Siamo stati tra i primi ad abbandonare il lettore di cd-rom nei MacBook Air. Moltissime persone hanno detto che eravamo dei pazzi a farlo. Qualche volta bisogna puntare sul cavallo giusto. Flash ha fatto il suo tempo e il futuro è l’HTML5.

Ma sai che ci saranno…
Non ci sono smartphone con Flash preinstallato. Ci sarà ancora qualcosa di Flash per i prossimi 2 o 3 anni, ma poi ci sarà solo l’HTML5.

E cosa dici ai consumatori?
Non credo che ci faranno tanto caso.

Eccetto quando si troveranno di fronte un sito con un buco nero al posto del Flash…
Questi buchi sono sempre collegati ai banner pubblicitari.

Flash è anche un ambiente di sviluppo…
Ha fatto il suo tempo.

Non c’è stato niente di più popolare di Flash.
HyperCard è stato più popolare. Il nostro obiettivo è semplice. Abbiamo preso la decisione di non implementarlo sulle nostre piattaforme. Abbiamo chiesto ad Adobe di darci qualcosa di meglio, ma loro non l’hanno fatto. Ancora prima del lancio dell’iPad, Adobe ha sollevato un gran polverone. Stavano cercando lo scontro, ma noi abbiamo semplicemente deciso di non usare uno dei loro prodotti perché non era all’altezza delle nostre aspettative. Hanno fatto un gran baccano per questa scelta ed è per questo che ho scritto quella lettera. Ho messo nero su bianco. Siamo stufi dei giochetti di quelle persone.

Ok parliamo della prossima cosa di cui non vorresti parlare. Cosa accadrà se il mercato dichiarerà che Flash è importante? Cosa accadrà se il mercato dirà che i consumatori lo vogliono?
I prodotti sono come dei pacchi sigillati. Dentro ci sono delle cose buone e delle cose meno buone. Se il mercato ci dirà che abbiamo fatto delle scelte sbagliate, allora le cambieremo. Cerchiamo solo di fare dei grandi prodotti. Se c’è qualcosa che non va bene, lo abbandoneremo. Scegliamo le cose migliori per creare i prodotti migliori. Se ci riusciamo il pubblico li comprerà, altrimenti non venderemo nulla. Vi dico, però, che alle persone piace l’iPad.

Stai usando molto lo strumento della email. Cosa è accaduto nel tuo stile di comunicazione? Hai scritto anche a Valleywag (un risorsa gossip di Gawker Media).
Il ragazzo non si era identificato come un giornalista. Era tardi, stavo lavorando e lui continuava a subissarmi di email. Volevo fermare questa intrusione. Ne ho abbastanza degli scocciatori… e lui ha pubblicato tutto.

Uno dei prototipi dei vostri prodotti era stato lasciato in un bar… e l’audience ha cominciato a perdere la testa.
Beh è un ragazzo…chi può dire che sia un giornalista.

Non conosciamo l’intera storia. Ci dai la tua versione dei fatti? Non ci piace il giornalismo sensazionalistico a pagamento. Ma d’altro canto la polizia non emette un mandato di perquisizione e sequestra un computer solo per il gusto di farlo. Il computer è una di quelle cose che vorrei non mi fosse mai portata via e al giornalista lo hanno portato via.
Ci sono delle indagini. Non posso ancora dire niente in merito. Per costruire un prodotto hai bisogno di testarlo. Devi andare fuori e fare dei test. Uno dei nostri dipendenti lo ha portato con sé a questo scopo. Non si sa se sia stato perso in un bar o sottratto dalla sua borsa. La persona che lo ha trovato ha provato a venderlo. Ha chiamato Engadget e poi Gizmodo.

Da cosa lo evinci?
Questa persona ha inoltrato queste richieste dal computer di casa e poi ha cercato di distruggere le prove e così i coinquilini hanno chiamato la polizia. Questa storia è pazzesca. C’è stato un furto, c’è la ricettazione di un oggetto rubato, c’è l’estorsione. Sono sicuro che è collegata anche a una storia di sesso (scherzando sul fatto che somiglia a un film). Il tutto è molto intrigante. La polizia sta analizzando il computer e, per quello che so io, sta solo cercando degli elementi collegabili al fatto. Non so come andrà a finire.

Cosa ci dici della situazione di Foxconn? (riferendosi ai suicidi)
Siamo vicini alla soluzione del problema. Stiamo analizzando l’operato di questi fornitori e posso dirti quello che so. Foxconn non è una boutique, è una fabbrica. Grazie a Dio all’interno hanno anche ristoranti e cinema, ma resta pur sempre una fabbrica. Ci sono stati dei suicidi e dei tentati suicidi. Ci sono 400.000 persone che lavorano a Foxconn. Sono tante. Il tasso di suicidio è inferiore a quello degli USA, ma resta, comunque, un fatto preoccupante. Abbiamo avuto alcuni suicidi analoghi anche a Palo Alto, dove vivo. Stiamo provando a capire e ci sono alcuni di noi sul posto. È una situazione complicata.

Parliamo un po’ di dove stanno andando le cose oggi. Hai trascorso gran parte della tua carriera combattendo una guerra contro la piattaforma di Microsoft. Hanno vinto loto. Il Mac sta risalendo, ma loro dominano. Ora ci sono nuove piattaforme. Hai lavorato molto bene con lo smartphone, e con il tablet. Adesso Google sta lanciando molte nuove piattaforme. Chrome, Android… e abbiamo anche molte piattaforme sociali… Facebook è una piattaforma enorme. Noi pensiamo che ci sarà una grande guerra tra le piattaforme, tu cosa ne pensi?
Non ho mai fatto una guerra. Non ci siamo mai visti in guerra con Microsoft e forse è per questo che abbiamo perso.

E nei telefonini?
Ormai tutti i moderni browser per mobile sono basati su Webkit. Nokia, Palm, Android, RIM … e ovviamente il nostro. Abbiamo creato un vero concorrente per Internet Explorer e nel comparto mobile il nostro è il più utilizzato.

E per i computer? Chrome?
Chrome, come saprai, è basato su Webkit, motore che abbiamo sviluppato in Apple.

Ma cosa dici di Google? Qualcosa è cambiato, cosa è successo?
Noi vogliamo fare solo i prodotti migliori e pensiamo solo a come costruirli. Hanno deciso di diventare nostri concorrenti, e l’hanno fatto.

In che modo vedi Google come concorrente? Cosa accadrà?
Loro hanno deciso di competere con noi, ma noi non entreremo nel settore dei motori di ricerca.

Così ti sei svegliato una mattina e hai letto che avevano lanciato Android? Non ti sei sentito tradito?
Abbastanza.

Com’è stata la tua relazione con Google?
La mia vita sessuale è molto soddisfacente (cercando di cambiare discorso su Google. Risa in sala).

Toglierete Google dall’iPhone?
No. Vogliamo fare prodotti migliori di quelli che fanno loro. Quello che amo del mercato è che possiamo avere i nostri prodotti, li possiamo proporre alle persone e se, a loro piacciono, noi abbiamo il lavoro assicurato. In altre imprese non è così. Alcune delle persone che prendono le decisioni sono un po’ confuse. Solo perché siamo in competizione con qualcuno non significa che dobbiamo essere scortesi. Stanno davvero cercando di convincere Jobs a dare la caccia Google? Non succederà.

L’anno scorso avete comprato Siri, è un motore di ricerca?
Non lo definirei un motore di ricerca.

Sì, ma l’avete comprato.
Non è una società basata su un motore di ricerca. È una società di intelligenza artificiale. Ripeto, non abbiamo intenzione di entrare nel settore dei motori di ricerca. Non abbiamo interesse, ci sono altri che lo fanno già bene.

Ci saranno dei vantaggi ad avere due operatori telefonici negli USA per il traffico dati e voce dell’iPhone (fino a quel momento l’iPhone aveva un solo operatore telefonico, AT&T)?
Potrebbero essercene. Veramente ce ne saranno molti. Non dimenticate che AT&T controlla la maggior parte del traffico dati, superiore a quello di tutti gli altri concorrenti messi insieme.

Cosa sta facendo AT&T con il suo network?
Vedete. Qualcosa di importante è accaduto solo qualche anno fa. Per esempio non esisteva un negozio per le applicazioni.

Palm aveva le applicazioni ma non il negozio.
Non è solo questo. È qualcosa di più grande. Quando si compra un telefono, l’operatore ci dice cosa possiamo fare con il telefono. L’iPhone è stato il primo telefono che ha detto di non preoccuparsi della rete, ma di preoccuparsi solo di cosa si può fare con il telefono.

E in un futuro imminente che succederà?
Non posso dirlo al momento. Abbiamo trovato il modo di vendere i telefoni che noi volevamo e non quelli che voleva l’operatore. È una cosa che non si è mai vista in questo settore. At&T ha creduto nella nostra visione e tutto ha funzionato molto bene. Abbiamo cambiato per sempre le regole del gioco.

Quando avete creato il nuovo sistema operativo, avete deciso di metterlo su un telefono. Perché? Perché non avete iniziato con i tablet?
Devo dirti la verità, io volevo partire con un tablet e fare le stesse cose su un tablet di quelle che si fanno sull’iPhone. Mi ricordo di aver detto che scrivere a mano con un pennino era un metodo lento. Abbiamo immaginato un nuovo tipo di tablet. Non facciamo come fa Microsoft. Hanno un’idea diversa dalla nostra (si riferisce ai PC tablet), loro hanno bisogno di un cursore come su un PC. Ma dal momento che si ha la disponibilità delle dita, non è possibile usare un sistema operativo per PC. Si deve creare da zero.

Dove andranno i tablet?
Avevo questa idea di uno schermo multi-touch su cui appoggiare le dita. Ne parlai con i miei collaboratori. Sei mesi dopo tornarono da me con uno schermo molto bello. Allora affidai a uno dei nostri più talentuosi ragazzi lo sviluppo dell’interfaccia grafica. Creò lo scorrimento inerziale delle pagine e altre cose notevoli. E allora pensai “Oddio, possiamo farne un telefono”. Mettemmo da parte l’idea del tablet e iniziammo a lavorare sul telefono.

Cosa può fare l’iPad per le riviste, i giornali e i libri?
Beh, penso che una società democratica deve avere una stampa libera e indipendente. E sappiamo cosa sta oggi accadendo ai quotidiani negli USA. Penso siano molto importanti. Non voglio vedere la stampa della nostra nazione in mano solo ai blogger. Penso che in questo momento ci sia bisogno più che mai dei giornali.

Ma il vostro sistema porterà il prezzo dei libri a salire. Non contraddice ciò che hai appena affermato?
Penso che le persone siano disposte a pagare i contenuti. Lo credo per la musica e per i video e lo credo anche per le notizie. Posso dirti che, essendo uno dei maggiori venditor di contenuti su Internet, il prezzo deve essere aggressivo perché Internet funziona solo per volumi. Almeno per noi funziona così. Sto cercando di fare qualcosa di analogo con i giornali. Però gli editori hanno bisogno di inventarsi qualcosa di diverso rispetto alle versioni cartacee.

I tablet prenderanno il posto dei portatili? Cosa pensi che accadrà.
Si… ma è complicato.

Ma credi che sarà così nei prossimi anni?
E chi lo sa? I PC hanno avuto una lunga storia, sono stati una grande cosa. Ma cambiano e cambia anche l’interesse nei loro confronti. E sono convinto che noi abbiamo compreso questo cambiamento. Sarà l’iPad a cambiare tutto? E chi lo sa, lo sapremo nei prossimi 5 anni.

Avete sviluppato iWork per l’iPad. Ci sono delle cose sull’iPad che non potranno essere fatte?
Credo che si possa immaginare qualsiasi cosa sull’iPad. L’editing dei video, la creazione di contenuti…

Sono cose che richiedono processori potenti…
È solo questione di tempo. Le persone sorridono quando dico che l’iPad è magico, ma è qualcosa ha provocato davvero uno strappo tra la gente e il computer.

Come la tastiera…
Ci sono anche altre cose che lo rendono magico. Penso alla possibilità di toccare lo schermo grazie alle tantissime applicazioni che possono essere create in quell’ambiente.

Parliamo di qualcosa di diverso. Vendete molti contenuti e applicazioni. Ci sono molte discussioni sul rifiuto di alcune applicazioni. Non c’è nessuna legge che vieti a un vendor di decidere cosa vendere e cosa non vendere, ma non c’è una responsabilità. Hai detto di voler proteggere i consumatori, ma non c’è qualcosa di negativo nel volerli escludere da qualcosa? Avete detto no ad alcuni fumettisti e candidati politici? Ciò non vi procurerà delle grane?
Posso dirti che ci sono due piattaforme. Una, libera e fuori da ogni controllo, che è l’HTML5 e che noi supportiamo. Gli abbiamo dato il miglior supporto al mondo, così come abbiamo dato il miglior supporto all’App Store. È la community più vitale al mondo per le applicazioni. Come attuiamo la curatela? Ci sono tante persone che ci lavorano tutti i giorni. Abbiamo regole semplici: la tua applicazione deve fare ciò che dichiara di voler fare, non deve mandare in crash il sistema, e non si possono usare API private. Questi sono i tre motivi che portano al rifiuto di un’applicazione. Tutte le settimane approviamo il 95% delle applicazioni.

Cosa è successo con il fumettista che ha vinto il Pulitzer?
Abbiamo una regola che proibisce di offendere altre persone. Un fumetto lo ha fatto e pensiamo non sia giusto. Una persona (allude al fumettista Mark Fiore) ha chiesto la pubblicazione di una applicazione che faceva questo e noi l’abbiamo rifiutata. Poi abbiamo cambiato alcune regole e questa persona non ha provato a ripubblicarla. Successivamente ha vinto un Pulitzer e ha iniziato a raccontare che è stato cacciato dall’App Store. Tutti possono fare errori anche se cerchiamo di fare del nostro meglio. Pensiamo, però, che quelle regole abbiamo un senso.

Ho parlato spesso con gli sviluppatori. Mi hanno detto di essere confusi…
Il 95% delle applicazioni è approvato in meno di 7 giorni.

Pensi che potete migliorare?
Cerchiamo di fare tutto quello che possiamo. Correggeremo i nostri errori. Ma accade che le persone mentono…e poi corrono dalla stampa a dire di essere soggiogati dalla Apple, pur di avere i loro 15 minuti di fama. Noi non andiamo dalla stampa a dire “questa persona è solo un maledetto bugiardo”.

Com’è la tua giornata in Apple? Sappiamo che sta per arrivare un nuovo iPhone. Come ti comporti in merito?
Io faccio uno dei lavori più belli del mondo e lavoro con le persone più geniali del mondo. È come lavorare in una sabbiera. Uno dei punti di forza di Apple è che è molto collaborativa. Sapete quante divisioni ci sono in Apple? Zero. Siamo organizzati come una startup. Siamo la più grande startup del pianeta. Ci riuniamo per tre ore ogni giorno e parliamo di business e di qualsiasi altra cosa. Siamo bravi a suddividere il lavoro in grandi team e a parlare con tutti. Quello che faccio tutti i giorni è parlare con questi team.

Come immagini i tuoi prossimi 10 anni di vita?
Le persone diventano grandi con grandi idee. Io contribuisco alle idee. Cosa potrei fare di differente?

Ma cosa farai dopo? Stai per entrare nel settore pubblicitario?
Sì.

E ci sono tanti concorrenti in questo settore.
Pensiamo che i loro metodi di distribuzione siano uno schifo. Se vai indietro di 5 o 10 anni, cosa trovi? Le stesse cose. Il sistema per creare valore è immutato. Vogliamo farlo in modo diverso e migliore.

Non credi che qualcun altro potrebbe farlo?
Certo, ma al momento nessuno lo fa. Abbiamo scoperto che le persone usano le applicazioni e non gli interessa aprire un sito. Le persone che amano le applicazioni vi fanno cose nuove, come le ricerche. Le pubblicità al momento portnoa fuori dall’applicazione e se ne smarrisce la continuità. Sarebbe meglio se non accadesse.

Una delle cose che vogliamo chiederti è a proposito della privacy. Ci sono molti esempi di errori e di false partenze…Facebook, Buzz…
E la connessione WiFi offerta da Google.

La Silicon Valley è diversa in tema di privacy?
No, prendiamo la privacy molto seriamente. Per esempio la localizzazione del telefono. È una cosa che abbiamo molto a cuore. Prima qualsiasi applicazione poteva accedere alla localizzazione e non c’era alcun avviso che chiedeva di utilizzarla. Noi abbiamo introdotto un alert che chiede il consenso. È uno dei motivi per cui abbiamo deciso la curatela dell’App Store. Alcune persone pensano che noi siamo all’antica sulla privacy, ma noi la prendiamo molto sul serio.

Written by

Graduated in European history in Florence, he started working in publishing soon after having come across a Mac computer in 1984

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