Ray Kurzweil: il reddito di base è inevitabile

Il lavoro liberato dalla necessità

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Il murale dell’artista francese Seth, “Il bambino redentore”, a Roma, sull’esterno di un edificio del lotto 1 di Tor Marancia. È dedicato a Luca, un bambino che abitava nel palazzo, scomparso dopo un incidente avvenuto su un campetto di calcio.

L’innovazione profonda

Per approfondire questo tema Kurzweil ha fondato nel 2009 la Sigularity University e scritto vari libri. Due di questi, La singolarità e vicina e Come creare una mente sono disponibili anche in italiano (ed. Apogeo, 2010 e 2013).

Inventore, pensatore, ma soprattutto uomo d’azione e imprenditore: in molti conosceranno il sintetizzatore Kurzweil o il pionieristico dispositivo di riconoscimento ottico dei caratteri, la Kurweil Reading Machine, che risale al 1974. Ray è oggi uno degli attivisti più prolifici dell’innovazione profonda cioè di quella innovazione che va oltre i Like, i 140 caratteri e il cazzeggio sociale, per impattare le condizioni materiali di vita delle persone come la salute, la nutrizione, l’istruzione, il lavoro.

150 pillole d’immortalità

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La genialità di Kurzweil fa il paio con l’eccentricità. Tra le molte cose bizzarre che ha sperimentato personalmente (in un modo non molto dissimile da Timothy Leary, ma più controllato) c’è la sfida alla immortalità, sul cui ottenimento è molto positivo.

In una lunga intervista del 2010 al “New York Times” ha dichiarato di assumere circa 150 pastiglie naturali a giorno (costo medio 20 dollari) che, abbinate a una alimentazione coerente e a un’infusione intravenosa quotidiana, lo preserveranno dalla decadenza biologica. In questa sfida è assistito dal suo medico personale, amico e co-autore Terry Grossman. Chi fosse interessato a imitarlo può leggere i suoi libri in proposito. Tra questi: The 10% Solution for a Healthy Life (1993), Fantastic Voyage: Live Long Enough to Live Forever (2004, con Gossman), Transcend: Nine Steps to Living Well Forever (2010, sempre con Grossman).

La faccenda non è alla fine così stravagante dal momento che Kurzweil ha convinto i due ragazzoni di Google, Sergey Brin e Larry Page che, da discepoli montessoriani, si fiondano in tutto ciò che profuma di impossibile, a varare il segretissimo progetto Calico che si prefigge di esiliare la mortalità umana dal pianeta Terra.

Le profezie di Kurz

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In genere le previsioni di Kurzweil sul futuro prossimo venturo si dimostrano accurate. Secondo l’eclettico futurologo l’87% delle sue 147 previsioni, formulate a partire dal 1990, si sono avverate. Il restante 23%, come dice lo stesso Kurzweil, è in lista d’attesa d’avverarsi.

Non c’è quindi da meravigliarsi che il pensiero di Kurzweil sia stato e sia anche un magnete per critiche feroci. Tra queste, quelle di Jaron Lanier che vi vede i prodromi di un totalitarismo cibernetico o di Douglas Hofstadter (Gödel, Escher, Bach — Un’eterna ghirlanda brillante) che lo ritiene un cocktail tossico di spazzatura e buone idee, queste ultime del tutto inestricabili dalla prima. Tra i ctitici c’è anche il narratore singolarista Bruce Sterling che ritiene la singolarità di Kurzweil un “buco nero”.

Ma gli estimatori di Kurzweil sono assai di più dei suoi detrattori e alle sue idee deve moltissimo anche il nostro Gianroberto Casaleggio come mostra il suo video-testamento, Singularity: il punto di non ritorno dell’evoluzione umana.

https://youtu.be/iSeeEfQpaEg

Il lavoro come liberazione dalla necessità

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Di uscita recente un libro di agile e rapida lettura, scritto da due dei maggiori esperti italiani, per capire a che punto siamo e che cosa ci possiamo attendere dal reddito di base.

Oggi Kurzweil è futurologo capo a Google e non manca di intervenire sui tempi più caldi del momento come il destino del lavoro nell’epoca di transizione alla singolarità. L’ultima previsione è che entro la fine 2030 ci sarà ovunque il reddito di base, una misura sociale indispensabile nella fase di transizione al singolarismo.

Lo sviluppo della tecnologia determinerà un nuovo modello economico, rispetto a quello conosciuto finora, in cui il concetto di lavoro cambierà radicalmente, scardinando la componente di necessità caratteristica dell’era pre-singolarista. L’esito finale di questo processo potrebbe essere la scomparsa del lavoro e forse anche la fine dell’economia in quanto i beni necessari all’uomo saranno universalmente accessibili fuori da un determinato rapporto economico, come in uno schema open source.

Le matrici del cambiamento

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L’agricoltura verticale è per Kurzweil una delle grandi forze di cambiamento e di sviluppo umano.

Già adesso sono in atto delle forze che spingono in questa direzione. La stampa 3D sta creando dei beni personalizzati con un bassissimo investimento, la sharing economy sta rimettendo in circolo risorse inutilmente dormienti, l’ecosistema dell’intelligenza artificiale sta abbassando le barriere d’ingresso ai settori strategici dello sviluppo umano e le esperienze delle smart cities stanno rimodellando il rapporto tra cittadino e istituzioni.

Kurzweil sta lavorando a un libro su questi temi e sul suo blog è intervenuto il 1 maggio (festa del lavoro), a sostegno del reddito universale di base. Di seguito riportiamo in traduzione italiana le considerazioni di Kurzweil.

Per inquadrare rapidamente il reddito di base ci permettiamo anche di suggerire la lettura di un libro di Sandro Gobetti e Luca Santini, di recente pubblicazione, dal titolo Reddito di base — Tutto il mondo ne parla Esperienze, proposte e sperimentazioni. Buon tuffo nel futuro con Ray Kurzweil.

Una corretta profilazione del reddito di base

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Un reddito universale di base (UBI) è una forma di sicurezza sociale dei cittadini in cui tutti i residenti di un paese ricevono incondizionatamente e in modo regolare una somma di denaro dal governo o da una istituzione pubblica. Questa sovvenzione va a cumularsi a un qualsiasi altro reddito.

Do il mio sostegno a un simile progetto. Dobbiamo però attuarlo in un modo che non distrugga altri incentivi utili allo sviluppo della società. Pertanto la questione principale riguarda il modo in cui lo realizziamo. Abbiamo già una confusa approssimazione al reddito di base nelle forme di tessere annonarie, sicurezza sociale, assistenza sanitaria, assistenza per anziani, sussidi di disoccupazione e altri programmi.

È possibile ottenere grande parte dei mezzi di sussistenza attraverso questi strumenti, fatta l’importante eccezione dell’alloggio. Ci sono dei ricoveri ma sono lugubri e pericolosi.

Dobbiamo indirizzarci verso una situazione dove tutti possano vivere agiatamente grazie al sostegno che la società può fornire. Il fantastico miglioramento del rapporto tra costi e prestazioni che abbiamo visto nella tecnologia dell’informazione può trasferirsi ai beni materiali, all’alimentazione, all’energia e ad altri settori che stanno beneficiando dell’innovazione tecnologica come la stampa 3D, l’agricoltura verticale e l’energia solare.

Mi riprometto di trattare questi argomenti e il modo in cui impatteranno, e alla fine miglioreranno la nostra civiltà, nel mio prossimo libro. Stiamo entrando in un’era di abbondanza dal momento che i progressi della tecnologia e della scienza stanno rendendo il mondo un posto migliore per tutti noi.

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11 ragioni a favore del reddito di base

2 Il reddito di base contribuirà a migliorare le condizioni di lavoro.
Con la certezza di avere la rete di sicurezza di un reddito, i lavoratori potranno chiedere ai loro datori di lavoro di migliorare le loro condizioni di lavoro se queste gli risultano ingiuste e degradanti.

3 Il reddito di base ridurrà la burocrazia.
Dato che un reddito di base richiede uno dei più semplici modelli di tassazione, potrà essere semplificata la complessità delle procedure erariali costruite intorno allo stato sociale rendendole al contempo più agili, economiche e più giuste ed emancipatorie.

4 Il reddito di base renderà la frode fiscale obsoleta.
La frode fiscale svanirà come opzione perché non ce ne sarà più bisogno: sarà automaticamente garantita. Inoltre un reddito di base automatico metterà al riparo dagli effetti della trappola della povertà.

5 Il reddito di base aiuterà a ridurre le disuguaglianze.
Il reddito di base è un mezzo per distribuire a tutti la ricchezza prodotta dalla società, riducendo le crescenti disuguaglianze nel mondo.

6 Il reddito di base fornirà una rete di sicurezza più affidabile ed effettiva per tutti.
La maggior parte degli attuali programmi contro la povertà non sono pienamente inclusivi a causa della loro complessità o perché il beneficiante non sa come accedervi o come qualificarvisi. Con il reddito di base le persone attualmente escluse potranno automaticamente avere garantiti i loro diritti.

7 Il reddito di base contribuirà ad abbassare l’orario di lavoro e a migliorare la distribuzione del lavoro.
Con un reddito di base, le persone potranno scegliere se ridurre il loro orario di lavoro senza sacrificare la retribuzione. Potranno così spendere più tempo a fare cose più gratificanti per loro. A livello macroeconomico, ciò provocherà una migliore distribuzione del lavoro. Perché una riduzione dell’orario aumenterà le opportunità di trovare un lavoro per coloro che ne sono attualmente esclusi.

8 Il reddito di base ricompenserà le attività non retribuite.
Un’ampia gamma di attività non retribuite non sono considerate attualmente un contributo all’economia. In realtà la nostra economia fa affidamento su queste attività volontarie — pensate a Wikipedia o al lavoro dei genitori o dei nonni. Un reddito di base riconoscerà e ricompenserà queste attività.

9 Il reddito di base rafforzerà la democrazia.
Con un livello minimo di sicurezza garantito a tutti i cittadini — e minor tempo speso nel lavoro o a preoccuparsene — l’impegno nella vita politica, sociale, economica e civile diventerà parte integrante della vita quotidiana delle persone.

10 Il reddito di base è una equa redistribuzione delle conquiste della tecnologia.
Grazie ai massivi progressi delle nostre capacità tecnologiche e produttive, il mondo del lavoro sta cambiando. Ma la grande parte della nostra ricchezza e del nostro benessere sta sulle spalle di giganti. Noi siamo più ricchi grazie ai nostri antenati. Il reddito di base è un modo per civilizzare e redistribuire i vantaggi degli attuali progressi.

11 Il reddito di base metterà fine alla povertà finanziaria estrema.
Siccome viviamo in un mondo dove abbiamo i mezzi e la volontà per porre fine alle sofferenze della società, il reddito di base è un mezzo per unire questi mezzi e questa volontà.

La profezia che il reddito di base sarà tra noi nel 2030 entrerà nell’87% delle previsioni indovinate dal profeta del Queens? Auguriamoci di sì!

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Graduated in European history in Florence, he started working in publishing soon after having come across a Mac computer in 1984

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