L’ossessione della Apple per il design

Prima ancora che arrivasse Jonathan Ive

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L’uscita da Apple di Ive è un problema?

Alcuni analisti e investitori hanno visto l’uscita dalla Apple di Jonathan Ivy, con un certo sollievo. Ivy è stato per 30 anni il designer capo della Apple. Dal 2012, dopo l’uscita di Scott Forstall, anche del software. Secondo questi osservatori l’uscita dell’Ivy non è un problema. Anzi, potrebbe finalmente mettere fine all’epoca dell’ossessione della Apple per il design. Delizia ma anche croce della casa della mela. Delizia lo sappiamo. Croce perché il design e l’assoluta condizione di primus inter pares del team dei designer, alla fine, può aver ostacolato l’innovazione e fatto accumulare un certo ritardo sulla tecnologia della concorrenza.

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In uno scatto del 2002, intorno all’iMac 4 detto il Lampadone, le persone che hanno guidato il rinascimento della Apple. In senso orario: Steve Jobs (seduto in primo piano), Jonathan Ive (capo del design), Avie Tevanian (capo del software), Sina Tamaddon (capo delle applicazioni) e Jon Rubinstein (capo dell’hardware).

La Apple è sempre la stessa, ma non più al 100%

C’è inoltre un altro aspetto che concerne la strategia della Apple. Accanto ai prodotti, al software c’è un nuovo strategico settore che sta venendo avanti con forza, quello dei servizi. È molto difficile per una persona, anche se dell’esperienza e del calibro di Ive, coordinare e tenere sotto controllo questo insieme di attività. Se conferite a diverse aziende, queste potrebbero figurare nella classifica di Fortune delle 500 società più capitalizzate del mondo. Lo stesso iTunes, che Ive aveva progettato con Jobs, ormai se n’è andato per essere sostituito da applicazioni specifiche ognuna delle quali ha le sue caratteristiche, il suo pubblico e le sue specifiche funzionalità.

Apple 1976. Perché l’innovazione è anche design

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Steve con tutte le sue creazioni. Una illustrazione di Charis Tsevis

Il computer è un elettrodomestico

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Ecco un modello dell’Apple III. Jobs volle un case più piccolo e si rifiutò di montare una ventola per raffreddare i circuiti. Faceva rumore e disturbava la concentrazione. Dopo un po’ il computer diventava incandescente come un pezzo di ferro immerso nel fuoco.

se sei un falegname non incolli una lastra di formica dietro un armadio perché non si vede.

Il packaging del prodotto doveva essere iconico, perché «il packaging è il teatro dove si inizia a raccontare la storia», ancora parole di Jobs.

La semplicità è la massima raffinatezza.

Il NeXT

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L’Apple Newton

Nel 1993 fu presentato l’Apple Newton, un computer palmare con uno schermo da 5 pollici.

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Graduated in European history in Florence, he started working in publishing soon after having come across a Mac computer in 1984

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