Il Trattato di Santa Alleanza

14–26 settembre 1815

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George Dawe, “Ritratto di Alessandro I”, 1825, Collezione di Apsley House, Londra. Alessandro I fu uno dei maggiori promotori della Santa Alleanza

Solitamente si attribuisce l’origine della Santa Alleanza all’influsso esercitato sullo Zar Alessandro i, che fin dal 1812 mostrava forti tendenze mistico-religiose, da Barbara Juliane baronessa von Krüdener, nata Vietinghoff (Riga, 11 nov. 1764 — Karasu Bazar, Crimea, 13 dic. 1824). Sposata con il barone B. A. C. von Krüdener, diplomatico russo morto il 4 giugno 1802, costei ne divorziò nel 1796; compose in seguito vari scritti tra i quali va ricordato il romanzo autobiografico Valérie (1803).

Successivamente si accostò agli ambienti della religiosità mistica che si erano diffusi nel tardo Settecento come reazione al razionalismo illuminista, e ne trasse il pietismo e il senso di missione religiosa — privo, per altro, di seria base dottrinale — che l’accompagnò durante tutta la sua vita. Essa preconizzava per il 1815 la caduta dell’«Angelo nero» e la comparsa dell’«Angelo bianco», «novello Ciro incaricato di riunire tutti i popoli della terra sotto il divino scettro».

La diffusione di queste correnti misticheggianti nella Russia di allora consentì alla Krüdener di accostare prima la Zarina e poi lo stesso Alessandro, col quale ebbe un primo e, pare, decisivo colloquio il 4 giugno 1815 a Heilbronn; lo rivide poi ad Heidelberg e a Parigi e, secondo voci da essa stessa diffuse, ma respinte con viva irritazione dallo Zar, essa gli avrebbe dettato il testo del celebre trattato.

In realtà, già nello stesso 1815, al ritorno in Russia, lo Zar mostrò di essersi liberato dalla influenza della Krüdener: la quale, tornata nel 1818 nella nativa Livonia, fu più tardi a Pietroburgo, ma avendo inviato allo Zar una lettera in cui lo invitava a prender partito per i greci insorti ne ebbe come risposta l’intimazione di lasciare la capitale. Morì poi nella colonia pietistica che i suoi amici principi Galitzin avevano fondato nei propri possedimenti in Crimea.

È da notare, però, che non manca, nella storiografia recente, la tendenza a negare che la Santa Alleanza nascesse da preoccupazioni mistiche dello Zar, e a vedervi invece un suo abile tentativo di mascherare le proprie ambizioni politiche, non più sincero di quanto lo fossero i contemporanei atteggiamenti “liberali” ostentati dall’autocrate. Com’è noto, Luigi XVIII aderì alla Santa Alleanza il 9 novembre 1815 e altrettanto fecero Sardegna, Svezia e Paesi Bassi, mentre si tennero in disparte l’Inghilterra e il Pontefice, impedito questo di aderire a un documento di carattere religioso al quale partecipavano non cattolici.

Da tener presente anche che la Santa Alleanza fu una intesa generalissima e di principio, piuttosto che un concreto strumento diplomatico: e in tal senso i documenti che sancirono la cooperazione delle grandi potenze nella difesa dell’ordine costituito in Europa sono piuttosto da vedere nei trattati di Chaumont (1° marzo 1814), Vienna (25 marzo 1815), Parigi (20 nov. 1815) e Aquisgrana (15 nov. 1815).

In un protocollo segreto annesso a quest’ultimo trattato, Russia, Prussia, Austria e Inghilterra si impegnavano a intervenire con le armi per reprimere una eventuale nuova rivoluzione in Francia. Fu questo il principio dell’intervento, più volte applicato negli anni successivi, ma messo poi in crisi nel momento in cui la rivoluzione scoppiò effettivamente in Francia (luglio 1830) e le potenze non riuscirono a concordare una linea di condotta comune.

Tuttavia, lo spirito della Santa Alleanza agì indubbiamente come cemento di una certa politica e continuò ad ispirare per esempio largamente la politica dello Zar Nicola I, successore di Alessandro. In tal senso, si possono considerare espressione dello spirito della Santa Alleanza anche la convenzione di Berlino del 1833 fra Austria Russia e Prussia e lo stesso intervento russo in Ungheria nel 1849.

Il testo francese del trattato, che fu pubblicato solo nel 1816, in Quellen zur neueren Geschichte, Europapolitik zum Beginn des 19. Jahrhunderts [La politica europea all’inizio del XIX secolo] a cura di W. Naf, 2° ed., Bern, 1953, pp. 5–10. La traduzione italiana che qui si riproduce è in E. Anchieri, Antologia storico-diplomatica. Raccolta ordinata di documenti diplomatici, politici, memorialìstici, di trattati e convenzioni dal 1815 al 1940, Milano, Istituto per gli studi di politica internazionale, pp. 12–14. Sulla Krüdener cfr. la voce di A. V. Florovskij in Enciclopedia Italiana (Treccani), vol. XX, pp. 291–292; e, più ampiamente, su tutti questi problemi, E. Mühlenbeck, Étude sur les origines de la Sainte Alliance [Studio sulle origini della Santa Alleanza], Paris, 1909.

Trattato della Santa Alleanza (14–26 settembre 1815)

In nome della Santissima e Indivisibile Trinità le Loro Maestà l’Imperatore d’Austria, il Re di Prussia e l’Imperatore di tutte le Russie, in conseguenza dei grandi avvenimenti che hanno contrassegnato in Europa il corso dei tre ultimi anni e principalmente delle grazie che è piaciuto alla Divina Provvidenza di spargere sugli Stati i cui Sovrani hanno riposto in Lei sola la loro fiducia e la loro speranza, avendo acquistato l’intima convinzione che è necessario di stabilire il cammino da seguire dalle Potenze nei loro scambievoli rapporti sulle sublimi verità che ci insegna l’eterna religione del Dio Salvatore; ^

Dichiarano solennemente che il presente Atto non ha per scopo che di manifestare la loro ferma determinazione di non prendere per norma della loro condotta, sia nell’amministrazione dei loro rispettivi Stati, sia nei loro politici rapporti con qualunque altro governo, che i precetti di questa santa religione, precetti di giustizia, di carità e di pace, i quali, lungi dall’essere unicamente applicabili alla vita privata, devono, al contrario, influire direttamente nelle risoluzioni dei Principi e guidare tutti i loro passi, essendo il solo mezzo di consolidare le umane istituzioni e di rimediare alle loro imperfezioni.

In conseguenza le LL.MM. sono convenute negli articoli seguenti:

Art. 1. — Conformemente alle parole delle Sacre Scritture, le quali comandano a tutti gli uomini di riguardarsi come fratelli, i tre Monarchi contraenti resteranno uniti coi legami di una vera e indissolubile fratellanza e considerandosi come compatriota in qualunque occasione ed in qualunque luogo, si presteranno assistenza, aiuto e soccorso; e considerandosi verso i loro sudditi ed eserciti come padri di famiglia, li dirigeranno col medesimo spirito di fratellanza, da cui sono animati per proteggere la religione, la pace, la giustizia.

Art. 2. — In conseguenza, il solo principio in vigore, sia tra detti governi, che tra i loro sudditi, sarà quello di rendersi reciprocamente servizio, di manifestarsi con una benevolenza inalterabile la scambievole affezione da cui devono essere animati, di considerarsi tutti come membri di una medesima nazione cristiana, riguardandosi i tre principi alleati essi stessi come delegati della Provvidenza a governare tre rami di una stessa famiglia, cioè: l’Austria, la Prussia e la Russia, dichiarando così che la nazione cristiana di cui Eglino ed i loro popoli fan parte, non ha realmente altro sovrano se non quello a cui solo appartiene in proprio il Potere perché in lui solo si trovano tutti i tesori dell’amore, della scienza e della saggezza infinita, cioè a dire Dio, il nostro Salvatore Gesù Cristo, il Verbo dell’Altissimo, la parola di vita. Le LL.MM. raccomandano in conseguenza con la più grande sollecitudine ai loro popoli come unico mezzo per godere di quella pace che nasce dalla buona coscienza e che sola è durevole, di fortificarsi ogni giorno di più nei principii e nell’esercizio dei doveri che il Divin Salvatore ha insegnato agli uomini.

Art. 3. — Tutte le Potenze che vorranno solennemente confessare i sacri principii che hanno dettato il presente Atto e che riconosceranno quanto importa alla felicità delle nazioni, troppo a lungo agitate, che queste verità esercitino ormai sui destini umani tutta l’influenza che ad esse appartiene, saranno accolte con altrettanta sollecitudine quanta affezione in questa Santa Alleanza.

Fonte: Rosario Romeo e Giuseppe Talamo (a cura di), Documenti storici. Antologia, vol. II L’età moderna, Loescher, Torino, 1966.

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Graduated in European history in Florence, he started working in publishing soon after having come across a Mac computer in 1984

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