Film, quando nessuno sa niente

Buio a Hollywood

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L'"ignoranza" di Hollywood

" So di non sapere". La famosa asserzione di Socrate detta al processo contro di lui, sembra coniata apposta per Hollywood. Infatti è notorio che nessuna persona che lavora negli studios, dal top manager al valletto dell'ascensore (che riceveva la fiducia incondizionata di Rockfeller per i pronostici sull'andamento delle azioni) è in grado di predire l' esito commerciale di un film e dire agli azionisti se funzionerà al botteghino oppure se non si riprenderanno neppure i soldi spesi per produrlo. Si pensava che i tecnologi di Netflix, con i loro big data, fossero in grado di intercettare le preferenze del pubblico e quindi mettere a segno sempre il colpo giusto e togliere di mezzo questo fastidioso e cronico disturbo. Invece anche loro hanno fallito: Marco Polo è stato un flop a conferma che nessuno sa niente, neanche i computer con intelligenza artificiale. Gli stessi analisti di Goldman Sachs o di Merrill Lynch non prendono commesse che riguardano previsioni commerciali su prodotti culturali come film e libri. La produzione di un film è un lancio di dadi. Ma l'economia delle imprese non può giocare a dadi.

Ilaria Amurri ha tradotto e adattato al pubblico italiano i due articoli pubblicati dal magazine di Londra relativi a questa indagine. Ci sono veramente molti spunti interessanti per gli addetti ai ai lavori e per chi segue e copre il mondo dei media.

È il budget che conta

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Nel 1983 lo sceneggiatore William Goldman ( Butch Cassidy, Il maratoneta, Tutti gli uomini del Presidente) coniò il famoso detto secondo cui a Hollywood " nessuno sa niente", quando si tratta di prevedere quali film andranno meglio al box office. Per scoprire se aveva ragione abbiamo analizzato gli incassi di oltre 2.000 film con budget superiore a $10 milioni usciti negli Stati Uniti e in Canada a partire dal 1995 e abbiamo cercato di capire quali siano i fattori che fanno di un film un grande successo.

Grazie alle informazioni di The Numbers, un sito che raccoglie dati sull'industria cinematografica, e di Rotten Tomatoes, dove si trovano recensioni di critici e spettatori, abbiamo scoperto che il risultato al botteghino è legato principalmente al budget. Anche senza cast di richiamo, grazie alle recensioni positive e ad altri fattori, un film può fruttare in media 80 centesimi, nei cinema nordamericani, per ogni dollaro che la casa di produzione dichiara di spendere. Infatti il budget viene solitamente annunciato in fase di produzione, in modo che si cominci a parlare del film, ma anche per dare un'idea della sua qualità, sebbene i costi reali possano essere diversi da quelli ufficiali.

In generale, più un produttore investe in un film e più sarà disposto a spendere in pubblicità, ma il budget serve anche a determinare l' ampiezza della distribuzione: i film da $10-$40 milioni escono in circa 1.600 delle oltre 6.000 sale nordamericane, mentre quelli da $100 milioni escono in 3.500 cinema.

Altri fattori che influiscono sul rendimento di un film

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Il 20% dei fattori che influiscono sul successo del film rimangono inspiegabili.

a) Sequel e franchise. Come sappiamo è questa la strategia più praticata dagli studios per limitare i rischi. Oggi quasi un film hollywoodiano su cinque è un sequel, mentre una ventina d'anni fa era solo uno su dodici. A parità di budget, i sequel guadagnano al botteghino $35 milioni in più della media. I franchising, in particolare, sono sempre più spesso storie di supereroi: Hollywood ne ha sfornati 8 tra il 1996 e il 2000, ma ben 19 negli ultimi cinque anni. Un film di supereroi da $200 milioni incassa in media $58 milioni in più di un film con lo stesso budget, inoltre questi film (a eccezione di Deadpool) tendono ad adattarsi a un pubblico di bambini, per il semplice fatto che i film vietati ai minori incassano $16 milioni in meno degli altri.

Tutti questi fattori messi insieme spiegano circa il 60% del risultato al botteghino. Se a ciò si aggiunge una stima dei costi di marketing la precisione del nostro modello aumenta di un altro 20%, quindi rimane circa un quinto di fattori inspiegabili. Secondo questo schema, John Carter, un cervellotico film di fantascienza dal cost di $275 milioni, che nel 2012 si è rivelato uno dei peggiori flop della storia di Hollywood, avrebbe dovuto guadagnare $235 milioni, mentre ne ha incassati solo 73. In pratica è chiaro che ancora oggi nessuno sa niente.

Un modello per attirare il pubblico ma non per vincere un Oscar

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La nostra analisi ha lo scopo di offrire una formula che massimizzi le possibilità di attirare il pubblico. Ecco le quattro azioni necessarie.

1) Funziona meglio un film di supereroi adatto ai bambini, con molta azione e con buone chance di trasformarsi un franchise.

2) Occorre un budget consistente, ma non sconsiderato, diciamo attorno agli $85 milioni.

3) Bisogna trovare uno studios disposto a distribuirlo su base nazionale durante l'estate (incasserà circa $15 milioni in più che nel resto dell'anno).

4) Ci vogliono due attori famosi che abbiano fatto incassi buoni, ma non spettacolari, e che quindi non siano troppo costosi.

Se le recensioni dei critici e del pubblico sono soddisfacenti il film incasserà circa $125 milioni solo in America, ma bisogna farlo per i soldi, non per la gloria: la possibilità che vinca un Oscar come miglior film sarebbe una su 500. Cioè zero.

I bilanci di Hollywood non sono luccicanti come le statuette che distribuisce

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I ricavi al box office americano hanno raggiunto la cifra record di $11 miliardi nel 2015 e grazie a frotte di nuovi spettatori cinesi gli incassi mondiali sono aumentati del 4% arrivando a $38 miliardi. Il numero di film che incassano più di $500 milioni in tutto il mondo è passato dai 5 del 2006 ai 14 del 2015, ma lontano dai flash si cela una realtà molto più grigia.

Le cifre di Hollywood non sono per tipi facilmente impressionabili. Nel 2015 la media dei costi di produzione è stata di $60 milioni, a cui se ne aggiungono 40 di marketing e distribuzione mondiale. Una volta che i cinema e la distribuzione si prendono la loro fetta, agli studios rimane meno della metà dell' incasso effettivo, anche perché oggi, a causa dello streaming e dei complessi sistemi di home entertainment, è sempre più difficile convincere la gente a uscire di casa per recarsi in una sala cinematografica. Se il 2015 può essere sembrato un anno eccezionale per Hollywood, la realtà è che un film su tre ha guadagnato meno della metà del suo budget di produzione, al box office americano. Quindi il 33% di tutti i film non raggiunge in punto di pareggio.

In questa situazione gli studios non possono più permettersi gli attori di grido, per questo si sono messi a sfornare sequel e film di supereroi e hanno fatto bene, dato che funzionano meglio delle sceneggiature originali. Come abbiamo spiegato, però, non esiste una formula matematica per il successo e per prevedere il riscontro economico di un film. In sostanza, come disse quel famoso sceneggiatore, a "Hollywood nessuno sa niente".

Stelle morenti

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Deadpool, che finora ha incassato più di $500 milioni in tutto il mondo, è un trionfo piuttosto atipico, un film antieroico infarcito di turpiloquio e vietato ai minori, ma in un certo senso ha un elemento fondamentale che è tipico dei più grandi successi hollywoodiani: non ha per protagonista una star internazionale.

Al contrario, due film recenti con attori molto famosi hanno dovuto sgomitare per attirare l'attenzione del pubblico. Nonostante la grande promozione e il lancio natalizio negli Stati Uniti e in Canada, né Joy con Jennifer Lawrence, né Zona d'ombra ( Concussion), con Will Smith, sono riusciti appena a recuperare il budget di produzione al box office americano e all'estero non se la sono passata meglio. Che cosa è successo? La Lawrence è tra le stelle più brillanti del firmamento hollywoodiano e anche Will Smith è implicitamente considerato tale da anni. Che le star del cinema stiano perdendo il loro lustro?

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Graduated in European history in Florence, he started working in publishing soon after having come across a Mac computer in 1984

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