Domanda e offerta in tempi di anoressia sessuale

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Il mercato del sesso

Nell’economia di mercato, la legge della domanda e dell’offerta ci dice che il prezzo di ogni bene e servizio si modifica in modo da arrivare all’equilibrio. Quando l’offerta supera la domanda, i prezzi scendono e viceversa nel caso opposto.

Se da tempo è stato coniato il termine anoressia sessuale, che si potrebbe intendere come lo scarso interesse verso le pratiche operative di attività sessuali, è molto probabile che nel confronto tra domanda e offerta di questo settore, qualcosa non abbia funzionato bene.

Dal lato del mercato del sesso, ci racconta Marzio Barbagli[1], in tutto l’occidente nel corso del Novecento, e soprattutto nella seconda parte del secolo, si è avuta una diminuzione.

Nel 1965 per i maschi da 20 a 50 anni, la percentuale di chi aveva pagato, andando prevalentemente nelle case di piacere[2], per avere rapporti sessuali, era oltre il 70%. Esemplare a questo proposito, per usare un noto casino, finito anche nei film, è l’interessante ricostruzione della storia[3] del celebre bordello nazista delle spie, Salon Kitty, di Berlino, che non era soltanto una casa di tolleranza d’alto bordo, ma una vera e propria centrale di spionaggio del regime hitleriano.

https://www.youtube.com/watch?v=F5hTKm40Lac

Si racconta che Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri dell’Italia fascista, e genero di Mussolini, quando andava a Berlino, la sera amasse recarsi al cinema e, immancabilmente, sceglieva un piccolo cinema, il Kurbel, posto nel quartiere di Charlottenburg.

“Arrivava quasi sempre accompagnato da un paio di diplomatici e dall’interprete, Eugen Dollmann. È stato quest’ultimo a rivelare nelle sue memorie che Ciano in realtà non fosse per nulla interessato al film. Non appena si spegnavano le luci infatti, il conte sgattaiolava da una delle uscite di emergenza per raggiungere la sua vera meta: situato a pochi metri dal cinema, al numero 11 della Giesebrechtstrasse, Salon Kitty era il bordello più lussuoso della città, tollerato e protetto dalle autorità naziste nonostante la prostituzione fosse illegale. La visita del marito di Edda Mussolini nella maison durava più o meno il tempo della proiezione. Pochi minuti prima della fine, il ministro era di nuovo seduto in sala pronto a uscire insieme ai suoi accompagnatori”.

Tornando ai dati del mercato del sesso presentati da Barbagli, si registra dagli anni cinquanta-sessanta, un forte declino: in Italia, ad esempio, dal 1964 al 1976 la percentuale di chi aveva dovuto pagare per avere il primo rapporto sessuale, passa dal 50% al 21%, e negli anni duemila azzerata di fatto, per le nuove generazioni, l’inizio della propria vita sessuale a pagamento. E anche la percentuale di chi, nel corso della propria vita, si serviva di sesso a pagamento è diminuita drasticamente arrivando a tassi intorno al 15%.

In tutti i paesi occidentali il tramonto della doppia morale, l’uguaglianza sessuale tra maschi e femmine, gli anticoncezionali, la libertà sessuale cresciuta nel Novecento, non hanno, contrariamente alla aspettative, ampliato il mercato del sesso mercenario, ma al contrario lo hanno fatto ridurre drasticamente.

Il porno online

Invece gli affari del porno online vanno sempre meglio, visti anche i dati recenti[4], infatti il settore fa addirittura più traffico online di Amazon, Twitter e Facebook e ha un consumo di banda larga giornaliero inferiore solo a quello di Google e Netflix, e raggiunge la quota del 4,5% del traffico giornaliero sul web.

Interessante è anche la tesi nascente che il porno, e il modello di porno proposto, anche in tempi di #MeeToo, abbia cominciato a influenzare la percezione femminile facendola avvicinare a quella maschile, e che si può cogliere in video come WAP di Cardi B[5], o S&M di Rihanna.

Dato il profluvio di immagini e video dei social, non poteva che nascere anche il fenomeno del revenge porn (l’Accademia della Crusca ha suggerito la parola «pornovendetta»), che si potrebbe definire anche come «pornografia non consensuale» ed anche abuso sessuale, condividendo immagini o video intimi di una persona senza il suo consenso[6].

Le immagini e i video stanno uccidendo il desiderio?[7] Che desiderio possiamo avere se diventiamo non solo narcisi, ma addirittura narcisisti tossici?

Narciso rinasce sui social

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Come Narciso del mito, che si specchiava continuamente nei riflessi dell’acqua, noi oggi ci specchiamo nelle immagini che condividiamo continuamente sulle piattaforme social.

Forse è Narciso parole di burro, come cantava Carmen Consoli, che sono belle e seducenti ma si sciolgono facilmente.

Forse è il tempo dell’individuo, dove l’Io trionfa e il noi si diluisce, basti guardare anche alla politica dove imperano i partiti personali, non solo di fatto ma anche nel nome stesso.

Ma, molto più probabilmente, non sappiamo cogliere fino in fondo il mondo che cambia e sostituisce quello che sta passando, non capiamo, e anche lo strumento di misurazione della domanda e dell’offerta si perde, si confonde e, infine, si ribalta.

Contemplazione (narcisa…ndr), Auguste Toulmouche, 1829–1890, (dettaglio)

Note

[1] Marzio Barbagli, sociologo, Università di Bologna, su “Domani” del 20–11–2020, presentando la pubblicazione di Comprare piacere, Sessualità e amore venale dal Medioevo a oggi, Il Mulino.

[2] La legge Merlin è del 1958.

[3] Julia Schrammel e Urs Brunner pubblicano Kittys Salon, presentato da Paolo Valentino, corrispondente da Berlino — per il “Corriere della sera”, 16–12–2020.

[4] Presentati da Ettore Livini, “Repubblica” 16–12–2020.

[5] “Dammi tutto quello che hai… parcheggia quel grosso camion proprio in questo piccolo garage… non voglio sputare, voglio inghiottire, voglio strozzarmi.” Da Zoe Strimpel, su “Domani” del 31–12–2020.

[6] La legge contro il revenge porn in Italia è entrata in vigore il 9 agosto 2019, denominazione “Codice Rosso”.

[7] Parola bellissima che deriva dalla particella DE e SIDERARE che ha il senso di fissare attentamente le stelle. Lorenzo Poggi: Che cos’è il desiderio: desiderio erano coloro che negli accampamenti romani, dopo le battaglie, le sentinelle che venivano messe di notte, con le torce, ai confini del campo, per vedere che il sopravvissuto alla battaglia, benché non fosse noto, benché non si fosse trovato, in qualche modo riusciva a rientrare al campo, per accoglierlo. Quindi, desidera, sotto le stelle, questi stanno di notte perché di notte aspettano e sperano che i commilitoni tornino anche se ormai c’è buio e poca speranza.

Paolo Marcucci ha svolto tutta la sua esperienza lavorativa nel mondo bancario. È stato relatore a convegni/incontri a carattere economico, docenze a master universitari sul risk management. È stato assessore alla cultura e all’industria del Comune di Montelupo Fiorentino. Da sempre interessato alla storia e all’economia locale, la sua ultima pubblicazione è Storia della Banca Cooperativa di Capraia, Montelupo e Vitolini. Una banca territoriale toscana e l’economia locale al tempo della globalizzazione.

Laureatosi in storia a Firenze nel 1977, è entrato nell’editoria dopo essersi imbattuto in un computer Mac nel 1984. Pensò: Apple cambierà tutto. Così è stato.

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