Casa di foglie

Storia di straordinaria irreperibilità di un fuori catalogo

di Elisa Bagloni e Mario Mancini

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La copertina della edizione italiana di Mondadori

A proposito di libri

Era la sera di una festa di laurea, il clima era sereno e l’aria fresca. Con il mio cocktail in mano mi siedo e mi metto a parlare con un ragazzo: tutti lo chiamano “Sdente”. Non so perché lo chiamino così ma dare soprannomi è ancora molto frequente fra i giovani delle campagne toscane.

Sdente comincia a raccontarmi un po’ di sé, di quello che fa, è un ragazzo brillante gli piacciono i film, i libri e ama scovare ciò che la rete nasconde.

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Il lavoro di un editor è invisibile al lettore come lo è per i radar uno velivolo Stealth.

All’improvviso arriva la domanda che mi manda sempre in crisi: che lavoro fai? Che a leggerla così non sembra una domanda così difficile; no di certo se nella vita fai l’ingegnere, il medico, l’architetto, il postino, lo spacciatore o l’autoferrotranviere. Se invece fai il redattore o un qualsiasi altro mestiere legato all’editoria la risposta diventa davvero difficile, fidatevi.

“Mi occupo di libri”.

Da qui parte sempre la domanda successiva: li stampi? Li scrivi? Non è facile spiegare a chiunque non sia del settore che il passaggio da ciò che ti manda l’autore al prodotto finale libro, che sia di carta o che sia ebook (come nel mio caso) non è così immediato. È vero, è un lavoro invisibile agli occhi dei più e più il lettore non si accorge delle nostre mani e più il lavoro è fatto bene. Siamo invisibili, prendiamolo come un complimento!

Tornando al nostro dialogo a un certo punto Sdente dice:

“tempo fa ho letto un libro stranissimo, il titolo è Casa di foglie è davvero strano anche graficamente: le righe improvvisamente diventano fitte fitte, poi si allargano, ci sono pagine dove c’è addirittura solo una parola o non c’è scritto proprio niente”.

Uh! Bello! Ho pensato. Domani lo compro.

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Cos’è un libro di Marinetti?

Costo su Amazon: 399,99 euro

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La schermata di Amazon che riporta le condizioni di acquisto di Casa di foglie.

L’indomani mi sono seduta davanti al computer e su Google digito: “casa di foglie”. Come primo risultato della ricerca viene fuori la pagina in italiano di Wikipedia da cui cito le prime due righe:

Casa di foglie è il primo romanzo di Mark Z. Danielewski. Pubblicato il 7 marzo 2000 negli Stati Uniti, il libro diviene presto un bestseller, avendo sviluppato già un seguito di lettori, viste le pubblicazioni a pezzi su Internet. In Italia esce nel 2005 per Mondadori.

Bene, fantastico! Sono ancora più curiosa: è un caso nato su internet in più è così strano, particolare… Il passo successivo è Amazon.

Vado su Amazon.it e digito ancora “casa di foglie”. Bello il risultato eh?! 1 copia disponibile a 399,99 euro!

Ok se su Amazon è così, non sarà sicuramente facile trovarlo, ma ovviamente non mi arrendo, cerco ancora e digito nuovamente su Google “casa di foglie”: i primi risultati sono altre librerie online ma anche qui il messaggio è chiaro: non disponibile, prodotto fuori catalogo.

Sotto ancora una serie di risultati di Yahoo Answers: “Vorrei acquistare il libro Casa di Foglie di Mark Z. Danielewski… Chi vuole vendere?”, “Casa di foglie???? dv lo compro?”, “Casa di foglie, qualcuno che mi aiuta?”, Chi cerca Casa di foglie?” e via dicendo. A tutte queste domande c’è sempre e comunque solo una risposta: “è un libro praticamente introvabile”, “prova a cercare su Comprovendolibri.it”.

Va beh, ci proverò anche io, ma anche qui il risultato è “nessuna corrispondenza trovata”; stessa musica su eBay et similia.

Le conclusioni che traggo dalla mia matta e disperatissima ricerca in rete sono queste:

1) Il libro non si trova online: ho letto di gente che ha girato di libreria in libreria per tutta Roma ma ha riportato a casa solo un’incazzatura.

2) L’ultimo avvistamento risale al 2010, si parla di un fortunato vincitore che è riuscito a trovarlo alla Feltrinelli di non so quale angolo di Italia.

3) Se qualcuno lo mette in vendita su eBay il prezzo si aggira intorno alle 80–100 euro.

Non mi arrendo ancora e la mattina successiva chiedo consiglio a un mio collega esperto cacciatore di libri: Stefano.

Introvabile, punto.

Lo contatto su Skype:

“Stefano come si fa a trovare un libro introvabile? Devo rivolgermi a un druido?”

“Che libro?”

“Casa di foglie.”

“Autore?”

“Danielewski.”

prova qui.”

“provo, ma chi lo vende arriva a chiederti anche 100 euro per un libro del 2005, che amarezza!”

“e la Madonna… è un Oscar Strade Blu… quanto varrà mai?! “

“ti dico che è un dramma.”

“come mai ti interessa? mi ha incuriosito… “

“aspetta.”

Da qui ha inizio anche il dramma di Stefano alla ricerca di Casa di foglie.

“Ieri ho passato il pomeriggio tra le bancarelle di libri della Fiera Antiquaria di Arezzo nella vana speranza di trovare il libro di Danielewsky… E invece niente”

“hai solo il fegato amaro vero?”

“Figurati… È troppo recente per trovarlo tra l’antiquariato.”

“È solo introvabile, che è peggio.”

“Ahimè sì… l’unica speranza è qualcuno che se disfaccia su eBay (magari perché gli ha fatto schifo).”

“Eh sì, mi sono iscritta alla newsletter nella speranza che qualcuno lo venda ma che palle comunque!!!”.

Quindi nulla di fatto, neanche chiedendo all’esperto ricercatore.

Forse l’editore?

Altra prova: chiedo direttamente alla casa editrice, provo a chiedere a loro se hanno notizie di qualsiasi genere:

Gentile redazione,

sono alla ricerca di un libro pubblicato da Mondadori che ahimè risulta introvabile: Casa di foglie di Mark Z. Danielewski. C’è modo di trovarlo? Verrà ristampato?

Grazie mille per le informazioni, buona giornata e buon lavoro

Elisa Baglioni

Gentile Elisa Baglioni,

Risposta:

la ringraziamo per essersi messa in contatto con il Gruppo Mondadori. Se il libro da lei richiesto risulta fuori catalogo non è disponibile nei normali circuiti librari.

A meno che non sia stato ripubblicato da altro editore, può forse trovarlo presso un remainders o una bancarella.

Cordiali saluti,

Redazione Internet

… Nulla che non sapessi già.

Ma Sdente, dove l’ha trovato

“In biblioteca”.

Forse in biblioteca?

Volevo veramente leggerlo quel libro, la curiosità ormai era irrefrenabile, che cosa ci sarà mai scritto, perché è introvabile e perché in così tanti lo cercano e sono disposti a pagare tanto per averlo?

Comincio a sfogliare i cataloghi online delle biblioteche di Firenze: alcune non ce l’hanno, in altre è già in prestito, in altre qualcuno ha con tutta probabilità deciso di tenerselo. Insomma lo trovo disponibile in una biblioteca molto fuori mano perciò decido di andare a chiedere a quella accanto a casa visto che prevede il prestito interbibliotecario.

Faccio una corsa dopo il lavoro ma riesco ad arrivare prima che lo sportello del prestito chiuda. L’addetto mi guarda sornione:

“Sì, ce l’hanno in altre biblioteche, lo possiamo chiedere in prestito. Vediamo…” dice mentre scorre il catalogo.

“A questa qui non glielo provo nemmeno a chiedere, tanto non ce lo prestano, proviamo con quest’altra, vediamo che ci dicono.”

“Bene, quando crede che arriverà?”

“Se ce lo prestano all’incirca fra una settimana, mi lasci il suo numero di telefono, appena arriva la avverto.”

Smetto di cercare e comincio a sperare, oramai è quasi fatta.

Dopo una settimana mi chiamano dalla biblioteca: Casa di Foglie è arrivato.

Vado a prenderlo, il bibliotecario me lo consegna raccomandandosi di non perdere tutti i foglietti che ci sono dentro, devo restituirlo dopo un mese.

Eccolo!

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Una volta arrivata a casa lo prendo fra le mani e comincio a sfogliarlo: il libro non è decisamente in buone condizioni, le 812 pagine sono ingiallite, stropicciate, piegate, qualcuno ha messo dello scotch per fermare la copertina che si sta staccando. La colla della rilegatura è sparsa ovunque fra le pagine, ma la ciò che lo rende più malconcio è l’alluvione dal quale è scampato: le ultime pagine sono raggrinzite come la pelle di Keith Richards evidentemente qualcuno ci ha rovesciato sopra dell’acqua oppure dovrei suggerire alla biblioteca di controllare il tetto, forse ci sono delle infiltrazioni.

La sera stessa comincio a leggerlo e piano piano vengo trascinata in un vortice di ansia.

Ansia, se dovessi descrivere quello che ho provato leggendo questo libro userei questa parola.

Non è solo la storia che riesce a cucirti questa sensazione addosso ma anche la lettura nel senso fisico del termine: il libro fa parte di un filone letterario chiamato ergodico una parola che deriva dal greco ergon che significa “lavoro” e hodos “percorso”, al lettore è richiesto un intervento attivo, uno sforzo fisico nel vero senso della parola per fruire del contenuto. È così, nulla da obiettare.

Sono troppo presa, ormai non c’era più nulla da fare, non si torna indietro, serate a perdermi fra le pagine a immaginare cosa stessero provando in quei momenti Karen, Navidson, Johnny e Zampanò, a chiudere nervosamente quel maledetto libro, a imprecare, a divorare pagine, finché…

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Qualcuno si è divertito a buttare giù una mappa concettuale di Casa di foglie.

Il prestito è in scadenza! Devo restituire il libro ma ancora non ho finito di leggerlo. In un mese è impossibile finirlo. A volte senti il bisogno di chiudere e fare lunghe pause a meno che tu non voglia rischiare un T.S.O.

Chiamo allarmata la biblioteca:

“Avrei bisogno di prolungare di un altro mese il prestito di un libro.”

“Mi dice il titolo per favore?”

“Casa di foglie”

“Mi dispiace non è possibile prolungare il prestito interbibliotecario.”

“Grazie.”

Ma che storia è questa?! Il prestito interbibliotecario non può essere prolungato? Mi restano solo cinque giorni, devo trovare per forza una soluzione.

Spremo le meningi e le poche idee che mi vengono in mente sono: o lo rubo o gli racconto che l’ho perso (e quindi lo rubo) oppure lo scannerizzo (e quindi lo rubo?).

Di rubarlo non me la sento, mi sentirei troppo in colpa se qualcuno lo volesse leggere poi non ne avrebbe la possibilità dato che sono davvero poche le biblioteche ad averlo e che qualcuno se l’è già allegramente arraffato.

Idea!

Mi sono armata di scanner e l’ho scannerizzato tutto in tre giorni, dalla prima all’ultima pagina ricontrollando più volte di non averne saltata qualcuna e rifacendo quelle venute male. Forse Casa di foglie è anche questo! Alla fine comunque ce l’ho fatta e il giorno della scadenza del prestito l’ho puntualmente riconsegnato in biblioteca.

Ora ho a mia disposizione il PDF del libro. Che fare?

L’ho messo su iPad e ho finito di leggerlo, ma questo è uno di quei libri che devi avere nella tua biblioteca, deve assolutamente fare parte della tua collezione. Su eBay ogni tanto compare, l’ultima asta che ho visto è ancora in corso e il prezzo partiva da una base di 99 euro. L’edizione italiana non è un granché a dire la verità (la volpe che non arrivava all’uva disse che era acerba): carta di bassa qualità e in bianco e nero, risultano quindi molto brutte le immagini a colori che si trovano nelle appendici finali del libro. Alla fine ho comprato su Amazon l’edizione americana pubblicata da Random House: davvero bella, a colori, carta di qualità e l’ho pagata quanto il prezzo di copertina dell’edizione italiana.

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L’edizione italiana è di scarsissima qualità. È in bianco e nero e traspare l’inchiostro della stampa sul verso.

Ora la questione però è un’altra: ai tempi di internet è giusto che avvenga una cosa simile? È giusto che chi vuole leggere un libro debba prima riuscire a sconfiggere Golia, non voltarsi mai indietro a guardare Euridice e uscire vivo dal labirinto di Cnosso? A questo punto potrei decidere di alleviare il dolore di colui che vuole calarsi in questa impresa mettendo il libro a disposizione della comunità diffondendolo in rete solo per dare la possibilità di leggerlo a chi vuole farlo. È più illegale la pirateria oppure vendere un libro Strade blu Mondadori del 2005 (prezzo di copertina 22 euro) a 199 euro su eBay? Meglio diffondere la cultura o specularci sopra?

Si parla di letteratura ergodica come della letteratura del futuro, legata all’ipertesto e alle nuove forme di scrittura nate con l’avvento del digitale. Che faccio, lo tengo per me?

Consiglio ad Elisa del club del libro “pigne al vento”

Crediamo che Elisa dovrebbe rendere disponibile il pdf Casa di foglie fino a quando non compare una nuova edizione della casa editrice. Perché possa arrivare più facilmente ai lettori dovrebbe rimetterlo su un sistema peer-to-peer a cui si rivolgono le persone che hanno perso la speranza di trovare un film, un libro o un brano musicale.

Questo atto che è, diciamo con una parola forte, “illegale” diviene invece un gesto di senso civico nei confronti della comunità dei lettori di lingua italiana. Non danneggia la casa editrice, poiché la scelta di non ripubblicare sembra far intendere una valutazione negativa del mercato (o più prosaicamente negligenza) e quindi e economicamente irrilevante, non danneggia l’autore per lo stesso motivo, non danneggia le librerie che semplicemente non lo hanno. Il danno economico è quindi zero. Certo c’è la legge, andare contro la legge non è mai un comportamento civico e mette in circolazione un principio molto pericoloso. Ma è giusto privare di un farmaco, di un libro, di un cibo chi ne ha bisogno semplicemente perché questo non è accessibile per i meccanismi ciechi di un sistema o per decisione inequivocabile di un soggetto controllante? Per la risposta rimandiamo a I Miserabili di Victor Hugo che si trova in qualsiasi libreria e non c’è bisogno di scaricarlo dal “mulo”.

Questo l’abbiamo detto noi, club di lettori “pigne al vento, non Elisa. Elisa non l’ha ancora fatto e non pensa di farlo. Si aspetta che succeda qualcosa.

Elisa Baglioni, laureata in Linguistica ha frequentato la scuola di editoria familiarizzandosi con il mondo delle pubblicazioni professionali. Ha svolto il suo apprendistato a Thesis Contents dove si è occupata dei nuovi media e di e-publishing. Dal 2010 è entrata a far parte dell’e-book team di goWare dove è divenuta rapidamente l’esperto di riferimento per la produzione di ebook di cui conosce ogni segreto, senza però dimenticare la sua formazione umanistica.

Written by

Graduated in European history in Florence, he started working in publishing soon after having come across a Mac computer in 1984

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