Caos e Cibercultura di Timothy Leary. Un libro indispensabile

Presentazione di Carlo Mazzucchelli

Tratto da Carlo Mazzucchelli, 100 libri per una lettura critica della tecnologia, Milano, Delos Digital, 2017

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A sinistra la copertina del libro nella edizione italiana di Apogeo del 1995. A destra la copertina dell’edizione originale di Ronin Publishing nel 1994.

Un viaggio da Acquaria a Cyberia

Commento Un libro frutto di contributi diversi indispensabile per comprendere il mondo che stiamo vivendo e le nostre esperienze in esso. Una analisi ottimista (un viaggio tra spazi utopici definiti come Acquaria e Cyberia), intelligente, completa e fuori dal coro della civiltà tecnologica e dei suoi effetti. Leggere questo libro oggi significa scoprire la storia della cultura digitale, i suoi protagonisti e le loro visioni, non sempre lucide (spesso perché alimentate da acidi lisergici e LSD), dei molteplici futuri in fase di costruzione.

Significa anche entrare nel mondo immaginifico di un autore che ha saputo descrivere, decenni fa, fenomeni e futuri di cui noi siamo oggi attori e protagonisti.

Quello proposto da Leary in Caos e Cibercultura, un testo del 1994, è un viaggio, non psichedelico ma culturale, da Acquaria a Cyberia attraverso Terrario (“siamo creature che strisciano verso il centro del mondo cibernetico ma cibernetica è la materia di cui è fatto tutto il mondo, la materia non è altro che informazioni congelate…”), i due mondi che servono all’autore a illustrare l’avvento della moderna civiltà tecnologica e il salto evolutivo che l’ha caratterizzata.

Come è composto il libro

Il libro raccoglie testi pubblicati su numerosi periodici del tempo, sia ezine underground poco note sia giornali universitari o supplementi domenicali di riviste importanti di informatica, di musica rock e a luci rosse.

Al libro hanno contribuito con delle conversazioni anche personaggi come William Gibson, Winona Ryder, William S.Burroughs e David Byrne, tutti coinvolti nel progetto controculturale di progettare il caos e i propri disordini personali su schermo e con strumenti cibernetici e con sostanze chimiche e informatiche.

Molte idee contenute nel libro sono anche state presentate, con l’accompagnamento di contenuti multimediali, in forma di performance verbali presso centinaia di college, in workshop, in festival rock e palcoscenici di club o appuntamenti e raduni rave. Alcuni contenuti sono stati stampati con sistemi di desktop publishing e distribuiti come pubblicazioni underground dissidenti (samizdat) anche in forma di badge e autoadesivi.

Un manifesto della controcultura in tempi di reazione ai suoi contenuti

Caos e cibercultura è il manifesto con il quale Leary condivide la sua visione fatta di dissidenza e di critica ottimista, piena di humor e numerose percezioni psichedeliche in tempi percepiti da molti americani come plumbei e repressivi perché vissuti negli anni di Nixon e di Reagan.

È una visione dalla quale emerge un nuovo umanesimo fatto di capacità di pensiero indipendente e di elaborazione critica, di creatività individuale e di nuove opportunità rese possibili dal potere dei computer e della tecnologia.

Il libro, anche nella versione italiana, è composto da decine di capitoli e completamente illustrato ed è diventato una cosa precisa.

Una nuova icona della letteratura della controcultura e del cyberpunk.

Una visione ottimistica

Il viaggio verso Cyberia è usato da Leary per analizzare gli orrori della civiltà industriale come il militarismo, il fascismo e lo sfruttamento capitalistico delle masse come semplici passaggi evolutivi obbligatori verso la nuova era tecnologica. È un’evoluzione che è resa possibile da quella del cervello umano, dallo sviluppo di nuova consapevolezza sulle sue capacità, dall’interazione con la tecnologia e non a caso scoperte e analizzabili, attraverso i computer.

Secondo l’autore grazie al computer l’uomo può scoprire che il cervello è l’organo del piacere e della consapevolezza, che funziona in modo simile a quello artificiale e che come tale può essere programmato e aggiornato, tenuto in costante attesa di nuovo software che possa dargli maggiore potenza, libertà e connettività.

Nella sua visione ottimistica Leary descrive la relazione uomo-macchina come ricca di stimoli abilitanti e capace di nuove forme di umanizzazione. Chi rischia con l’avvento delle macchine saranno le autorità che vedranno pendere la bilancia del potere sempre più verso gli individui.

Una visione che si è rivelata illusoria ma che allora serviva a sostenere la lotta ad ogni forma di autorità e la ricerca dell’affermazione del sè.

Think for yourself; question authority.

Le conversazioni

A completare il libro e a dare forma alla visione di Leary contribuiscono anche le conversazioni con alcuni protagonisti della controcultura del tempo.

Con lo scrittore di fantascienza William Gibson si parla del cyberspazio come matrice di tutte le allucinazioni e del suo Neuromante come di una esperienza utile a confrontarsi con la soggezione e il terrore che gli ispirano il mondo in cui viveva.

Con William Burroghs il tema è quello della immortalità dello spirito. Inutile perpetuare, come hanno fatto gli egizi, il corpo, quando si dispone di possibilità post-biologiche come quelle che potrebbero permettere di scaricare il contenuto del cervello umano e inserirlo in un computer. Con Burroughs, Leary parla anche del linguaggio e di virus, oppio, cocaina, morfina e eroina possano essere venduti come farmaci da banco.

Con David Byrne si parla di TV, film e dischi ma anche di Gilgamesh, di cosmologia e immortalità, di religione e biosfera.

Con Winona Ryder, Leary parla delle sue esperienze di maturazione all’interno di una famiglia che ha collaborato per anni con lui ed ha dato inizio alla più grande collezione del mondo dedicata a libri sull’uso di piante, cibi e droghe psicoattivi.

Caos e cibercultura non è per tutti ma tutti potrebbero trovarlo geniale!

L’autore

Autore Timothy Leary (morto nel 1996) è stato definito da Nixon come l’uomo più pericoloso d’America. È stato scrittore, psicologo, guru e attore statunitense, noto per le sue posizioni e il suo attivismo in favore dell’uso delle droghe psichedeliche.

Ha interpretato da protagonista una generazione in rivolta contro ogni forma di autorità e alla ricerca di una personale auto-liberazione, di piacere carnale e pienezza spirituale, anche attraverso l’uso di allucinogeni e LSD. Il suo grido di battaglia:

Turn on, Tune in, Drop out

La sua vita piena di scandali nulla toglie alla validità della sua testimonianza di un’epoca e della sua opera. Ha saputo trasformare anche la morte in un esperimento mediatico e per anni ha continuato ad abitare, da morto, la Rete con una pagina web che mostrava il suo catafalco, candele accese e biscotti di marijuana.

Il mio avvertimento di oggi per la gente è il seguente: 2se prendi il gioco della vita seriamente, se prendi il tuo sistema nervoso seriamente, se prendi i tuoi organi di senso seriamente, se prendi il processo dell’energia seriamente, allora

devi accenderti, sintonizzarti e rifiutare le convenzioni.

Fonte: Carlo Mazzucchelli, 100 libri per una lettura critica della tecnologia, Milano Delos Digital, 2017

Carlo Mazzucchelli, dirigente d’azienda, filosofo, tecnologo e consulente in scienze della comunicazione, marketing e management, è il fondatore del progetto editoriale SoloTablet dedicato alle nuove tecnologie e ai loro effetti sulla vita individuale, sociale e professionale delle persone.

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Graduated in European history in Florence, he started working in publishing soon after having come across a Mac computer in 1984

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